sabato 17 marzo 2012

È chiamata la "città rossa", dal colore che caratterizza le costruzioni più antiche. Ma anche per i colori del cielo al tramonto, quando cala l'ombra sull'Atlante, la montagna che domina l'orizzonte. Nel cuore del Marocco, a tre ore di aereo dall'Italia, Marrakech è il rifugio di tanti europei innamorati della sua cultura, delle sue strade, caotiche e spesso impolverate, e dei riti tipici di questa città africana. La monarchia di re Mohammed VI ha garantito stabilità nel Paese: niente rivoluzione araba come nei vicini Egitto e Tunisia e un Pil vicino al 5% di crescita l'anno. Qui, negli anni 90 e 2000, il turismo e il mercato immobiliare sono esplosi. Si è costruito per gli stranieri, ma molto anche per i locali, tanto che la popolazione ha superato di slancio il milione di abitanti. Poi alcuni fattori hanno portato a un brusco stop.


Dal 2008, come in Europa, lo sgonfiamento della bolla dei prezzi si è fatto via via sentire. E l'attentato del 28 aprile 2011 al caffè Argana, nella piazza principale Jemaa El-Fna, ha lasciato una ferita ancora aperta, frenando gli arrivi. Così, secondo gli ultimi dati dell'Istituto Bank Al-Maghrib, nel 2011 si è verificato un calo di circa il 10% dei prezzi, ma con punte del -20% sugli appartamenti di piccolo taglio e -15% sui terreni. E le transazioni sono diminuite di un terzo soltanto nel periodo compreso fra giugno e settembre.
«Molti stranieri si stanno spostando verso località meno sature, come Fes» spiega Cédric Elsener, manager di Maroc Immobilier Capital. Ma chi frequenta il posto giura che la buona stella di Marrakech resterà appannata per poco. «L'attentato ha influito relativamente. È stata soprattutto l'abbondanza di offerta a far frenare il mercato» spiega Giuseppe Lo Piccolo, catanese, presidente dell'associazione degli imprenditori italiani che operano in Marocco. «Eppure qui il mercato non crollerà mai. I turisti alla fine scelgono questa città perché ha più attrazioni rispetto alle altre, sia culturali sia come divertimenti. E continuano ad arrivare anche nei mesi invernali. Quindi, con i prezzi raffreddati, comprare adesso può essere un buon investimento».

Il mercato immobiliare è spaccato tra due realtà. Da un lato c'è la Medina, il vecchio quartiere artigianale pieno di mercatini, caos, bar suggestivi e stradine, spesso ancora dissestate. Qui si trovano soprattutto i "riad", grandi case marocchine che ruotano attorno a un cortile centrale, acquistate dagli occidentali che le rimettono in sesto quasi sempre per farne hotel o bed&breakfast. Sono costruzioni vecchie, che poggiano su fondamenta tutte da verificare, dalle dimensioni ampie, fino a 500 mq. Data la loro unicità, più che al metro, il prezzo si fa a corpo. Di solito servono almeno 300mila euro. «Ma i francesi ne hanno comprati tantissimi. Oggi è difficile trovare pezzi di buona qualità» aggiunge Lo Piccolo. Per questo è meglio uscire dal centro e puntare verso i quartieri moderni, come Gueliz, Hivernage e quelli che corrono lungo le grandi arterie come Avenue Mohammed V e Avenue Gnassa. I prezzi sono più bassi rispetto alla Medina. Ma occorre sempre tener presente che il prezzo per gli stranieri non è mai quello che paga un marocchino. Ad ogni modo, meno di 200mila euro sono sufficienti per una buona sistemazione in un residence con piscina. Chi vuole il lusso, magari una villa con giardino, deve uscire ancora un po'. Verso sud est, dove ha investito anche Baglioni group, che nel 2013 inaugurerà uno spettacolare hotel immerso in 13,6 ettari di parco, con 72 camere e una parte adibita a residence (www.thebaglionimarrakech.com). Oppure a nord, alle Palmeraie, l'antico palmeto della città, sede di numerosi resort esclusivi. Qui una mega villa con giardino costa meno di 1.500 euro al mq ed è vicina a uno dei migliori golf club del Paese (www.pgpmarrakech.com) all'intero del Palmeraie Hotel&Resort.

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