ARTIGIANATO



 
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Le talent déployé par les artisans pour donner une forme plaisante aux objets utilitaires n'a jamais cessé d'enchanter le quotidien du marocain. C'est vers l'artisan qu'on se tourne pour donner esprit et beauté au matériau le plus humble, le cuir, le bois, l'argile, le cuivre ou la laine.
Venez découvrir le travail de nos artisans Marocains qui ont su mêler tradition et modernité, pour s'intégrer à tous vos intérieurs...



Plateau de Fès martelé à la main avec 3 mini-tajines en poterie de Marrakech ornés de métal argenté.
Les tajines peuvent être utilisées pour les épices, ou support pour vos bougies (comme illustré sur la photo), ou simplement pour décorer votre intérieur.

Dim plateau : 30cm x 13cm
Dim tajine : Diam 8cm
Origine : Marrakech
Poids : 0.65Kg
Reste seulement 3 article(s)!
Prix : 38.00EUR


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Lanterne marocaine en fer forgé et verre de couleur orange.
Bel objet de décoration ou d'éclairage tamisé, peut également être suspendue.

H30cm

Origine : Marrakech
Poids : 0.80Kg
Prix : 21.00EUR
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La più caratteristica espressione artistica africana è sicuramente la plastica di piccole dimensioni, nelle sue varie forme, legno o altri materiali, quali metallo, ceramica, pelle. L’oggetto che ci viene subito alla mente è la “maschera tribale”: proprio quelle che siamo abituati a vedere in vendita per strada dagli africani, e alle quali, per la loro apparenza grottesca raramente diamo un giudizio estetico positivo, influenzarono gli artisti europei dal XIX secolo a tal punto che la loro conoscenza fu determinante per la nascita del Fauvisme e addirittura del Cubismo; tuttavia non dimentichiamo che le maschere che noi oggi acquistiamo esclusivamente per il loro valore ornamentale, da millenni in Africa, hanno un significato religioso: proteggono l’individuo, sono custodite dai sacerdoti e la loro vista è proibita alle donne in quanto si crede che ne mettano in pericolo la fertilità.
Il legno trova impiego nella realizzazione di mobili riccamente decorati, lavori unici e irrepetibili, frutto di una competenza che viene da una lunga tradizione artigianale e che ancora oggi si serve degli strumenti di lavoro tradizionale. I soggetti maggiormente raffigurati appartengono al mondo animale, e non c’è da stupirsi se pensiamo che il primo motivo ispiratore doveva essere proprio selvaggia natura africana. In questi lavori predomina sempre un alto contenuto morale, non sono creati infatti per semplice diletto ma devono trasmettere qualcosa della persona che li possiede, questo intento si realizza al meglio negli oggetti di uso quotidiano. Per la loro sintesi espressiva queste opere non possono non essere considerate dei capolavori, sono oggi le ultime tracce di un mondo scomparso o in via di sparizione. Quello che la plastica tribale contrappone rispetto a quella occidentale è un uso dei colori vivaci e aggressivi, una pittura basata sulla visione emozionale delle cose piuttosto che sulla mimesi della realtà
Suggeriscono la logica per una nuova costruzione spaziale, corpi geometrizzati nei loro valori essenziali, movimenti innaturali, bidimensionalità della figura, insomma quanto di più lontano si era prefissato l’artista moderno occidentale. Tuttavia l’artigianato marocchino e africano in genere, non è costituito solo dalla scultura, esso comprende anche una grande varietà di oggetti dai gioielli ai tappeti, dagli strumenti musicali ai mosaici. I gioielli berberi, dai più preziosi, spesso in corallo, turchese, agata a quelli ricavati da materiali del tutto naturali che tanto successo riscuotono nei turisti, possono, per la loro bellezza, acquistare a buon diritto, piena dignità artistica. I brulicanti souq marocchini sono rinomati per i gioielli d'argento frutto dell’unione della cultura delle tribù sahariane con quella ebraica.
Fino agli anni ‘70 le opere di quel mondo così lontano potevano essere considerate solo come testimonianze etnografiche, solo negli ultimi trent’anni le opere d’arte africana sono state accolte nei maggiori musei del mondo: dal Metropolitan Museum di New York che ha inglobato la collezione di Nelson Rockfeller, al National Museum for African Art di Washington, fino al Louvre di Parigi. Sempre nella capitale francese è stato aperto un nuovo grande museo, il Musée du Quai Branly, progettato dall'archittetto Jean Nouvel, che accoglie le opere del Musée de l'Homme e del Musée des Arts Africains et Océaniens. Paralleneamente sono state allestite, anche in Italia, mostre dedicate all’argomento. Segno questo, che si stanno riconoscendo le qualità formali dell’arte africana come tali. E’ evidente come la produzione artistica e artigianale del Marocco si discosti fortemente dal canone di bellezza occidentale. Pur essendo questi oggetti espressioni di una cultura artistica che fu un fattore determinante per lo sviluppo delle avanguardie artistiche del XX secolo, oggi purtroppo, non vengono sottoposti a studi approfonditi e ancor meno ci si interessa della loro valorizzazione.
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