Un conto sono i prezzi e le tabelle ufficiali. Altra cosa è portare a termine
una buona transazione a Marrakech. Lo sanno bene quelli che hanno investito
nella zona. Perché la parola d'ordine è muoversi solo a ragion veduta. Come ha
fatto Riccardo Meneghelli, 47enne imprenditore di Dolo (Venezia), che frequenta
il Marocco da quasi vent'anni e che, accanto alle sue attività economiche,
cinque anni fa ha aperto una struttura alberghiera. "Ho acquisto un terreno alle
Palmeraie, spendendo 80mila euro per 2.500 mq edificabili, un prezzo un po' più
alto rispetto a quelli di oggi.
E dopo due anni è sorto un riad con 10 camere, El
Miria Palais. Ho avuto la fortuna di essere aiutato da un amico marocchino: qui
è fondamentale portare avanti un acquisto con persone fidate, altrimenti, appena
arriva l'acquirente straniero, il prezzo rischia anche di raddoppiare rispetto
al reale valore dell'affare. Sarà banale, ma occorre visionare per bene la
struttura, perché può sembrare ottima da fuori, ma poi all'interno ci si ritrova
magari con un interruttore alla parete, cui non arriva alcun filo elettrico. Un
altro suggerimento utile è di non delegare nessuno, ma stare sul posto: nei due
anni di lavori della struttura io ho passato a Marrakech 111 giorni". Alle
Palmeraie si costruiscono gli edifici moderni, quelli per chi vuole vivere alla
occidentale anche qui. Mentre nella Medina dominano i riad di una volta. "Questo
è soprattutto un investimento sentimentale.
Si compra solo se si è innamorati dell'atmosfera"
racconta Alessandra Lippini, bolognese, che ha aperto una galleria d'arte, il
Ministero del gusto. "Quello dei riad è un mercato per gli stranieri, ma non c'è
spazio per la speculazioni. Chi compra tentando di dare una sistemata e
rivendere dopo un paio d'anni non ci guadagna nulla. Anche perché, dopo il boom
di alcuni anni fa, diversi occidentali hanno lasciato e c'è molta offerta, di
tutte le tipologie". In Marocco la procedura di acquisto è simile a quella
europea. Una volta raggiunto un accordo, l'offerta di acquisto va formalizzata
con una sorta di preliminare tramite l'agenzia o un consulente, molto meglio se
parlante italiano.
Nel frattempo si apre un conto presso un istituto di
credito locale trasferendo denaro dalla propria banca, iniziando a depositare
una somma pari al 10-30%. Il saldo alla conclusione dell'atto. Il pagamento
avviene in dirham, la moneta locale (1 euro=11 dirham) e bisogna mettere in
conto una percentuale del 5-6% sul prezzo d'acquisto, a copertura dei costi di
agenzia, di registrazione e notarili. È difficile ottenere credito dalle banche
locali, quindi se serve il mutuo è meglio chiederlo in Italia. E per chi compra
a scopo di investimento, quando si rivende i profitti possono rientrare nel
nostro Paese senza una tassazione aggiuntiva. Per assistenza si può chiedere
aiuto al vice consolato onorario italiano a Marrakech.
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