giovedì 15 dicembre 2011

FIRENZE: L’idea di don Simonazzi: «Case sfitte ai senzatetto»

All’allarme lanciato ieri da Gianmarco Marzocchini, direttore diocesano della Caritas, che ha denunciato la mancanza di posti per ospitare i senzatetto, offre un rimedio don Daniele Simonazzi, parroco di Pratofontana. «Le strutture ci sono, ad esempio le case sfitte - spiega il prelato - ma ci vorrebbe un sindaco “profetico”. Penso a quello che fece il sindaco di Firenze Giorgio La Pira nel novembre del ’51 per fronteggiare l’emergenza case». La Pira chiese ad alcuni proprietari immobiliari di affittare temporaneamente al comune una serie di appartamenti vuoti. In seguito alle risposte negative, ordinò la requisizione degli immobili.
Una provocazione, forse, quella di don Simonazzi, che ben conosce i problemi dell’accoglienza, in particolar modo nel periodo invernale. Ma prima ancora che pensare alle strutture, per il parroco di Pratofontana sarebbe meglio tenere in considerazione altri fattori. «Non si tratta solo di offrire un letto e un tetto per un certo periodo a chi non ce l’ha, ma di comprensione delle situazioni. Bisogna anzitutto chiedersi il perché delle situazioni di povertà estrema, senza limitarsi alla semplice accoglienza. C’è poi bisogno di educare, in primo luogo proprio chi accoglie, a capire che le situazioni di povertà possono derivare da tanti fattori: separazioni, conflitti, reati, alcolismo, prostituzione. In caso contrario si tratta solo di aprire case».
Crisi e disoccupazione non danno tregua, ma per don Simonazzi c’è un disagio più profondo: «Manca la fatica della condivisione, la volontà di portare i pesi gli uni con gli altri. Anni fa c’era meno, ma c’era per tutti. Ora c’è meno, ma non per tutti. E la nostra è una povertà relativa, quella di chi non riesce più a tenere un certo livello di vita».

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