Se qualcosa di nuovo accade sul web, e si riversa sul turismo, Buy Tourism Online è il posto per capire, e per parlarne: vecchi schemi cadono, si sondano i nuovi che invecchieranno in pochi mesi. E anche questa volta la bella due giorni fiorentina coordinata da Giancarlo Carniani ha esondato, con la sua numerosa e ascoltatissima squadra di relatori creativi e visionari, tecnici dell’emarketing e dell’e-travel da tutti i pianeti della cultura web, commentati in tempo reale dalla schiera di blogger che sempre siede in prima fila nella main hall della Leopolda – vasto spazio da videogame del dopobomba.
Internet delle persone e delle cose
Di nuovo BTO ha aggiornato il popolo del turismo anche sui megatrend del web che continuano a cambiare la nostra vita e la nostra prospettiva sul mondo. Così Riccardo Luna ha parlato di internet delle persone, dei grandi movimenti che sul social web hanno trovato identità, e degli strumenti che la pubblica amministrazione può utilizzare con i cittadini per fare open government, ossia per cambiare la qualità della politica, dare più trasparenza e più corpo alla democrazia. Strumenti concreti perché ormai l’87% dei ragazzi naviga, e anche un 15% di anziani.
Ora arriva anche internet delle cose, la tecnologia del web per controllare abitazioni (e hotel) disseminati di sensori che, a comando, accendono riscaldamento e TV, scaldano il pasto nel microonde, e vi preparano il bagno. È anche il web che a furia di apps comandato dallo smartphone accende l’hifi di casa e trasmette agli amici direttamente su Facebook tutta la musica che amate, mentre voi siete altrove.
Ed è tutto già qui, come ha spiegato il giovane ricercatore svizzero Dominique Guinard. Perché per supportare questo web delle cose, tra l’altro, c’è la grande tradizione italiana nella costruzione di chip e computer, il cui ultimo frutto è Arduino, piattaforma hardware opensource inventata dall’italiano Massimo Banzi.
Consapevolezza cercasi
Quanto all’industria del turismo questa edizione di BTO, come le precedenti, ha una propria cifra significativa: «Consapevolezza è la parola di quest’anno – commenta Giancarlo Carniani – si è sentita nel pubblico e nei moltissimi albergatori alla Leopolda un’ansia forte di comprensione. Il bisogno di capire cosa accade e di impadronirsi degli strumenti per entrare nell’onda e cavalcarla. E per la prima volta si sente la voglia di farlo insieme, di parlarsi».
Soprattutto per affrontare il fenomeno del 2011, che è il colossale decollo del social commerce: echeggia la tragedia dell’agriturismo che – senza accorgersene – ha già venduto tutta l’occupazione di un anno a cifre stracciate. Se ne è parlato moltissimo alla Leopolda, a partire dall’analisi presentata da Lidia Marongiu di Associazione Progetto WTM: Forrester Research stima che il business del social commerce crescerà nel mondo dai 5 miliardi di dollari del 2011 a 30 miliardi nel 2015, guadagnando il 56% l’anno, in media.
Business miliardario, solo visibilità
Sono i siti di offerte come Groupon, Groupalia, Lets Bonus, Voyage Privé, nati dall'abbigliamento e approdati al turismo. A dicembre 2010 in Europa avevano già 35 milioni di visitatori unici, con picco di crescita in Italia: più 15% sul 2009. E pare che la formula di Groupon sia imitata al momento da altre 500 altre imprese nel mondo. Ma l'instant poll svolto in questi giorni da Progetto WTM su un campione random di 25 imprenditori ricettivi di 16 regioni italiane (che già hanno utilizzato Groupon) dimostra che: oltre la metà non ha guadagnato ricavi, solo visibilità e forse nuova clientela, un terzo dice di non aver avuto alcun risultato, l'80% dice che Groupon ha commissioni troppo alte e non è del tutto trasparente, e il 40% protesta che Groupon non fidelizza neppure i clienti. Ma il 36% conta di servirsene di nuovo: perché alla fine non se ne può star fuori. «E negli Usa in questi giorni – commenta Carniani – è partito il primo motore metasearch del social commerce», ossia un aggregatore che trova le offerte migliori sullo stesso prodotto, o categoria di prodotto.
Più concreti che mai
BTO come sempre ha anticipato la tensione della sua platea schierando addirittura una lista di undici argomenti trattati nella main hall e in numerose sessioni nelle salette formative della Leopolda: incluso un primo panel sul turismo responsabile e sostenibile, uno per il Mice in collaborazione con MPI Italia, e uno dedicato all’evoluzione del consumo online nei Paesi BRIC.
«Si è fatta di sicuro meno teoria e più pratica – dice Rodolfo Baggio, presidente del comitato scientifico di BTO Educational – con molte case history, molte presentazioni di prodotto. E si vede una presa di coscienza diffusa, il tentativo di riappropriarsi di valore che abbiamo ceduto a soggetti di altri mondi, per incompetenza, per un problema culturale tutto italiano». Perché infine da Bto è uscita una constatazione lampante e desolante, contenuta nella nuova Italian Online Travel Review portata alla Leopolda da Florence Kaci, direttore vendite Emea di PhoCusWright, massimo istituto di ricerca su web e turismo. «Dove si dimostra – nota Carniani – che abbiamo lasciato fare tutto agli altri. E ora da fastidio davvero che tutto questo Pil se ne vada all'estero. Il messaggio è per le agenzie e gli intermediari italiani. Si parla di 200, forse 300 milioni di turismo italiano intermediato online da olta non italiane. Venere è stata la prima olta del mondo, nel 1995. È nata a Roma, italianissima. Siamo riusciti a venderla». Ma per correre ai ripar da BTO arrivano idee e strumenti, e messaggi positivi per ricavare nuovi spazi di business. Per chi non c’era i filmati della main hall sono tutti sul sito. BTO è e organizzata da Regione Toscana, Toscana Promozione e Camera Commercio di Firenze.
Turismo responsabile
Tra le novità di BTO 2011 il panel intitolato “Differenziarsi con il turismo responsabile: esperienze e strategie”. Il direttore de L’Agenzia di Viaggi Cristina Ambrosini ha presentato il Premio Turismo Responsabile Italiano; sono intervenuti (nella foto) Cinzia Fiore, ISNART; Mariateresa Ruggeri, Fondazione Banca Etica; Fabio Sacco, fondatore di Antipodi. Con una testimonianza di Carlotta Del Bianco, progetto Life Beyond Tourism. Special Guest: Mr. Royal, winner 2011 TRI – Turismo Responsabile Italiano, presentato da Gianluca Picone, Royal Continental Napoli. Presentato da Francesco Tapinassi, direttore APT Maremma.
Internet delle persone e delle cose
Di nuovo BTO ha aggiornato il popolo del turismo anche sui megatrend del web che continuano a cambiare la nostra vita e la nostra prospettiva sul mondo. Così Riccardo Luna ha parlato di internet delle persone, dei grandi movimenti che sul social web hanno trovato identità, e degli strumenti che la pubblica amministrazione può utilizzare con i cittadini per fare open government, ossia per cambiare la qualità della politica, dare più trasparenza e più corpo alla democrazia. Strumenti concreti perché ormai l’87% dei ragazzi naviga, e anche un 15% di anziani.
Ora arriva anche internet delle cose, la tecnologia del web per controllare abitazioni (e hotel) disseminati di sensori che, a comando, accendono riscaldamento e TV, scaldano il pasto nel microonde, e vi preparano il bagno. È anche il web che a furia di apps comandato dallo smartphone accende l’hifi di casa e trasmette agli amici direttamente su Facebook tutta la musica che amate, mentre voi siete altrove.
Ed è tutto già qui, come ha spiegato il giovane ricercatore svizzero Dominique Guinard. Perché per supportare questo web delle cose, tra l’altro, c’è la grande tradizione italiana nella costruzione di chip e computer, il cui ultimo frutto è Arduino, piattaforma hardware opensource inventata dall’italiano Massimo Banzi.
Consapevolezza cercasi
Quanto all’industria del turismo questa edizione di BTO, come le precedenti, ha una propria cifra significativa: «Consapevolezza è la parola di quest’anno – commenta Giancarlo Carniani – si è sentita nel pubblico e nei moltissimi albergatori alla Leopolda un’ansia forte di comprensione. Il bisogno di capire cosa accade e di impadronirsi degli strumenti per entrare nell’onda e cavalcarla. E per la prima volta si sente la voglia di farlo insieme, di parlarsi».
Soprattutto per affrontare il fenomeno del 2011, che è il colossale decollo del social commerce: echeggia la tragedia dell’agriturismo che – senza accorgersene – ha già venduto tutta l’occupazione di un anno a cifre stracciate. Se ne è parlato moltissimo alla Leopolda, a partire dall’analisi presentata da Lidia Marongiu di Associazione Progetto WTM: Forrester Research stima che il business del social commerce crescerà nel mondo dai 5 miliardi di dollari del 2011 a 30 miliardi nel 2015, guadagnando il 56% l’anno, in media.
Business miliardario, solo visibilità
Sono i siti di offerte come Groupon, Groupalia, Lets Bonus, Voyage Privé, nati dall'abbigliamento e approdati al turismo. A dicembre 2010 in Europa avevano già 35 milioni di visitatori unici, con picco di crescita in Italia: più 15% sul 2009. E pare che la formula di Groupon sia imitata al momento da altre 500 altre imprese nel mondo. Ma l'instant poll svolto in questi giorni da Progetto WTM su un campione random di 25 imprenditori ricettivi di 16 regioni italiane (che già hanno utilizzato Groupon) dimostra che: oltre la metà non ha guadagnato ricavi, solo visibilità e forse nuova clientela, un terzo dice di non aver avuto alcun risultato, l'80% dice che Groupon ha commissioni troppo alte e non è del tutto trasparente, e il 40% protesta che Groupon non fidelizza neppure i clienti. Ma il 36% conta di servirsene di nuovo: perché alla fine non se ne può star fuori. «E negli Usa in questi giorni – commenta Carniani – è partito il primo motore metasearch del social commerce», ossia un aggregatore che trova le offerte migliori sullo stesso prodotto, o categoria di prodotto.
Più concreti che mai
BTO come sempre ha anticipato la tensione della sua platea schierando addirittura una lista di undici argomenti trattati nella main hall e in numerose sessioni nelle salette formative della Leopolda: incluso un primo panel sul turismo responsabile e sostenibile, uno per il Mice in collaborazione con MPI Italia, e uno dedicato all’evoluzione del consumo online nei Paesi BRIC.
«Si è fatta di sicuro meno teoria e più pratica – dice Rodolfo Baggio, presidente del comitato scientifico di BTO Educational – con molte case history, molte presentazioni di prodotto. E si vede una presa di coscienza diffusa, il tentativo di riappropriarsi di valore che abbiamo ceduto a soggetti di altri mondi, per incompetenza, per un problema culturale tutto italiano». Perché infine da Bto è uscita una constatazione lampante e desolante, contenuta nella nuova Italian Online Travel Review portata alla Leopolda da Florence Kaci, direttore vendite Emea di PhoCusWright, massimo istituto di ricerca su web e turismo. «Dove si dimostra – nota Carniani – che abbiamo lasciato fare tutto agli altri. E ora da fastidio davvero che tutto questo Pil se ne vada all'estero. Il messaggio è per le agenzie e gli intermediari italiani. Si parla di 200, forse 300 milioni di turismo italiano intermediato online da olta non italiane. Venere è stata la prima olta del mondo, nel 1995. È nata a Roma, italianissima. Siamo riusciti a venderla». Ma per correre ai ripar da BTO arrivano idee e strumenti, e messaggi positivi per ricavare nuovi spazi di business. Per chi non c’era i filmati della main hall sono tutti sul sito. BTO è e organizzata da Regione Toscana, Toscana Promozione e Camera Commercio di Firenze.
Turismo responsabile
Tra le novità di BTO 2011 il panel intitolato “Differenziarsi con il turismo responsabile: esperienze e strategie”. Il direttore de L’Agenzia di Viaggi Cristina Ambrosini ha presentato il Premio Turismo Responsabile Italiano; sono intervenuti (nella foto) Cinzia Fiore, ISNART; Mariateresa Ruggeri, Fondazione Banca Etica; Fabio Sacco, fondatore di Antipodi. Con una testimonianza di Carlotta Del Bianco, progetto Life Beyond Tourism. Special Guest: Mr. Royal, winner 2011 TRI – Turismo Responsabile Italiano, presentato da Gianluca Picone, Royal Continental Napoli. Presentato da Francesco Tapinassi, direttore APT Maremma.
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